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DAL 1982 / ON LINE DAL 2001

Guglielmo Marconi

Inventore della Radio

 

Desideriamo dedicare questo spazio all' uomo, allo scienziato, all' inventore che ci ha regalato il fascino della trasmissione a distanza. 
Marconi fu una guida; molti hanno attinto alla fecondità della sua idea iniziale dando origine a quel movimento caratteristico dei nostri giorni che ancora oggi continua oltre il tempo e lo spazio
     
 
       Guglielmo Marconi nacque il 25 Aprile 1874 a Bologna e morì a Roma il 20 Luglio 1937. 
Scienziato ed inventore, si compiacque del nome d' inventore e tale fu anzitutto.  
Il mondo deve a lui l' invenzione ed il graduale perfezionamento della radio, che egli con una straordinaria abilità sperimentatrice, ma anche con una fede e una volontà incrollabili seppe sviluppare attraverso difficoltà dubbi ed anche derisioni.  
Il futuro inventore della radio non è uno studente particolarmente brillante: frequenta in modo irregolare le elementari di Casalecchio sul Reno, nei pressi di Bologna, studia senza grossi risultati in un istituto fiorentino, si sposta in un altro istituto a Livorno, ma non completa gli studi.  
Studiò privatamente: quando aveva vent' anni morì il fisico Hertz e dalla lettura delle sue esperienze Marconi prese l' ispirazione per quei lavori sulle onde elettromagnetiche che dovevano poi occuparlo per tutta la vita.  
Egli sperimentò anzitutto la trasmissione di segnali radio su distanze sempre maggiori: prima fra un locale e l' altro della casa paterna poi nei campi di Pontecchio. Anche per consiglio della madre, irlandese, continuò le sue esperienze in Inghilterra: a 22 anni depositò il suo primo brevetto.  
L' anno successivo si costituì la compagnia Marconins Wirelless Telegraph and Signal Company: segue il primo salvataggio a mezzo appello radio sulla Manica.  
Nel 1901 viene sperimentata la trasmissione attraverso l ' atlantico: la stazione trasmittente della potenza di 25 kW posta a poldhu Cove in Cornovaglia, disponeva come antenna di un insieme di fili sospesi a ventaglio a una draglia sostenuta da due alberi di 45 m. d' altezza: la stazione ricevente era a St. Johns di Terraniva dove un aquilone portava un' antenna di 120 m.  
Per mezzo di una cuffia e di un coherer furono ricevuti i primi SOS attraverso l' atlantico il 12 dicembre. Così non ancora trentenne, Marconi era carico di gloria e il suo nome famoso.  
Si annunciavano peraltro difficoltà d'ogni genere: la Anglo-American Cable Company, proprietaria del cavo sottomarino fra Inghilterra e e America del Nord indisse un'azione contro il nuovo mezzo di trasmissione. Marconi però trovò appoggi per istituire una nuova stazione a Glace Bay nella Nuova Scozia; venne infine istituito un regolare servizio commerciale attraverso l' Atlantico. Nel 1909 Marconi è premio Nobel per la fisica: pochi anni dopo i 706 superstiti del famoso disastro del Titanic devono la salvezza alla radio e anche per questo l' Inghilterra insignisce Marconi del titolo di sir e l' Italia lo fa senatore e marchese. Marconi fu anche presidente dell' accademia d' Italia e del Consiglio delle Ricerche. La sua opera continuò ininterrotta: Marconi sperimentò onde persistenti anzichè smorzate, impiegando il sistema a due circuiti; passò dagli apparati a scintilla a quelli con arco Poulsen:   
realizzò il detector magnetico; aprì l' avvento dei tubi elettronici; sperimentò con onde corte e poi con le microonde da bordo del suo panfilo Elettra.  
 
 
...le mie invenzioni sono per salvare l' umanità, non per distrugerla... 
 
                                                                        Guglielmo Marconi 


 

 

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